Gli onesti per definizione, dopo aver vinto il campionato, hanno ricordato a tutti che loro, di stile, mai ne hanno avuto e mai ne avranno.
A partire dal $ignore dei $ignori, il petroliere già famoso per i vaffa, il gesto dell’ombrello e tante, troppe uscite fuori luogo contro gli avversari, (soprattutto bianconeri, la sua vera ossessione) che subito dopo la vittoria ha così commentato:
“Abbiamo vinto contro tutta l’Italia” e poi in risposta al “rosicone” De Rossi:
“Campionato falsato? Manderei i ragazzini a Roma”. De Rossi si era infatti permesso di criticare l’operato, a suo modo di vedere parziale ed influente, degli arbitri:
“[…] Non alludo solo 2 partite falsate, quest’anno è successo il finimondo. Quello che è successo quest’anno non è calcio […]”
Il minimo si distingue ancora anche durante i festeggiamenti, intonando l’inno della sfinter a suon di Vaffanculo.
Quello dei passaporti invece, se n’è uscito così:
“È una vittoria sofferta e meritata. Una vittoria che vogliamo dedicare anche a Lapo che so ha esultato domenica. Non so come ci sia rimasto oggi…”
Ma festeggiare senza polemizzare proprio no?
Anche i giocatori non sono stati da meno, spargendo ulteriore veleno e continuando a deridere gli avversari.
Durante la premiazione infatti hanno intonato un coro contro la Roma:
“Meritate voi, ma la mangiamo noi”, in riferimento alla torta del festeggiamento. Un idea di maicon, che alle parole di De Rossi rispondeva così:
“Dedico lo Scudetto a De Rossi, lo meritavano loro”. Insomma, un signore.
Già stankovic (uno che si distingue sempre per la classe e l’eleganza, come quella volta che sbattè le porte dello spogliatoio in faccia ai cameraman e ai giornalisti perché loro, i supercampioni, le avevano buscate dalla Juve di Moggi con goal di Ibrahimovic e Del Piero) subito dopo il termine dell’eroica vittoria contro il Parma aveva così commentato:
“dedicato a tutti i gufi”.
E per finire i tifosi, che ovviamente si sono riconfermati, e nel rispetto di una tradizione che da sempre li contraddistingue per la loro inciviltà, passando da quella volta che scaraventarono un motorino giù dal secondo anello a quella volta che lanciarono di tutto contro Dida nel tristemente famoso derby di Champions League (che fu sospeso), hanno dato vita prima della partita, a numerosi scontri con le forze dell’ordine e i tifosi del parma, provocando numerosi disordini e feriti.
Successivamente parecchi di questi ultrà, che ricordiamo in base al regolamento stabilito non potevano essere in trasferta a seguire la loro squadra, proprio per evitare disordini, sono pure entrati allo stadio scavalcando cancelli e scardinando tornelli. (ovviamente il tutto nel rispetto dell’italica consuetudine, che appella fessi coloro che rispettano le regole, in questo caso i tifosi romani che non hanno seguito la loro squadra a catania, e promuove a furbi quelli che invece delle regole se ne infischiano)
Sono circa mille i tifosi dell’Inter presenti all’interno dello stadio Tardini nonostante il divieto imposto loro dal prefetto di Parma, Paolo Scarpis.
Non contenti, gli stessi, subito dopo il termine della partita hanno continuato nella loro opera di distruzione, devastando ogni cosa incontrassero sulla loro strada, compresa una scuola materna.
Insomma, anche nella vittoria, così come per tanti anni fece nella sconfitta, l’intero popolo interista non è capace di… vincere o perdere che sia.

Forse però, abbiamo individuato la vera causa. Queste infatti sono state le dichiariazioni del patron della sfinter in merito all’inciviltà dei suoi tifosi:
“Peccato che ci sia stata questa specie di assalto a questo asilo, ma credo che sia stato involontario, da quello che ho letto pensavano fosse parte dello stadio“.
Caro moratti, senza entrare nel merito della sua risposta, gli incivili di cui sopra non sono i tifosi, o almeno non solo, se queste sono le sue parole.
Difficile parlare quando muore una persona.
Ancora più difficile farlo se quella persona è un ragazzo di appena 28 anni, e se quel ragazzo muore per una partita di calcio.
Eppure mi sento in dovere di dire la mia, di urlare ancora una volta che si è oltrepassato ogni limite.
Perchè quelli che partono dalle loro abitazioni con spranghe, cinghie e quant’altro non sono tifosi, sono delinquenti, e non hanno niente a che fare con il gioco del calcio.
E se è vero che non sopporto l’italiana moda di rendere tutti martiri, sarebbe comunque ipocrita dare tutta la colpa di un sistema allo sfascio, solo a certe frange estremiste; la colpa è anche dei media, sempre pronti DOPO e mai prima, sempre pronti ad infangare e creare ODIO anzichè un certo tipo di cultura sportiva, quella che dovrebbe insegnarci a vincere, ma soprattutto a perdere.
La colpa è anche dei nostri dirigenti sportivi, troppe parole e pochi fatti, sempre pronti a reclamare e ad attacare e mai pronti ad assumersi le responsabilità.
Facciamo tutti un mea culpa, abbassiamo i toni, tutti assieme, e anche in questo settore uniamoci contro coloro che invece prendono il calcio come una scusa per farsi la guerra, o per farla fare a qualcuno d’altro.
Aggiornamento
Se ne parla anche qui L’intolleranza della diversità e in questa lettera scritta da una mamma Juventina a Stefano Discreti.
Articoli assolutamente da leggere e sui quali riflettere.
Vuoi vedere che…