Archivio per gennaio, 2009

The Special One

scritto da Stefano il 26 gennaio 2009

Per sdrammatizzare il clima arroventato dopo l’ultima giornata di campionato, vi proponiamo una nuova campagna pubblicitaria di ZebrePungenti: ipse dixit (le altre le trovate in homepage).
ipse dixit #1: mourinho

Ovviamente questo primo numero non poteva che essere dedicato allo Special One, l’allenatore degli onesti, ormai in preda ad una crisi nervosa. Dopo le esternazioni contro la sua squadra in quel di Bergamo, questa volta la sua vittima designata è stato il direttore di gara Celi, reo, a suo modo di vedere, di “avere paura di arbitrare l’inter“.

Anche questa volta non possiamo che essere d’accordo con mourinho Special One, Celi è stato vittima anche lui della mitica sudditanza psicologica, non fischiando un rigore nettissimo su Pazzini, non sanzionando le reazioni da psicopatico di adriano (che prima “falcia” un giocatore della sampdoria e poi colpisce con un pugno Gastaldello) e permettendo al pistolero cordoba entrate “scomposte”.
Cosa dite? Siamo di parte?
Ecco cosa dice in un trafiletto il sito di Repubblica:

Idem a San Siro dove la Samp è stata seriamente maltrattata da Celi davanti all’Inter: Adriano non espulso, rigore non dato su Pazzini, Mourinho che si fa espellere e così via.

Questo invece è SportItalia:

Anche Domenico Celi è incappato in una giornata negativa. Durante il posticipo tra Inter e Sampdoria, oltre a qualche colpo proibito il fischietto di Campobasso non ha visto l’intervento di Cordoba su Pazzini, che avrebbe potuto sanzionare con il penalty. Una cosa è certa: Celi sarà ricordato come lo “special one” fra gli arbitri, il primo italiano capace di espellere Josè Mourinho.

E questo è ancora Antonio La Rosa :)

Come dargli torto? Celi è stato davvero privo di coraggio, non ha espulso Adriano (che poi avrebbe segnato il gol decisivo), per un pugno proditorio a Gastaldello, non ha concesso un rigore ai doriani per fallo su Pazzini e successivo mani di Cordoba, non ha visto una “cintura” sempre sullo stesso attaccante.


Juve in testa, riparte scandalopoli

scritto da Stefano il 25 gennaio 2009

Tre anni dopo farsopoli la Juve, seppur con una partita in più, torna in cima alla classifica della serie A tim. E proprio come tre anni prima, riprende il solito tam tam mediatico contro la Juventus che ruba.

Partiamo innanzitutto dalla partita. Una bella partita, giocata a viso aperto sia dalla Juve che dalla fiorentina, con parecchie occasioni da goal da entrambi le parti. Juve in vantaggio con un bellissimo goal di Marchisio, su assist geniale di Del Piero. Poi tante occasioni sprecate: Marchionni spara due volte su Frey, Nedved non riesce a servire da ottima posizione ne Amauri ne Marchionni, Frey vola sul missile di Grygera, superparata anche di Buffon sulla deviazione di Gilardino, infine ancora Frey salva di piedi su Giovinco lanciato in contropiede.
All’interno di tutto questo però i media nostrani, capitanati da giornalucoli come la cazzetta dello sport, hanno voluto dare risalto soltanto a due episodi dubbi avvenuti in area Juventina.

Il primo è un presunto rigore reclamato da jovetic, su contatto con Mellberg. E’ necessario fare due premesse prima di esaminarne la dinamica. Innanzitutto, e questo casualmente è stato completamente dimenticato dagli imparziali osservatori, l’azione della fiorentina parte da un netto fallo non sanzionato ai danni di Zanetti. In secondo luogo jovetic per tutta la durata della partita cerca costantemente di imitare il miglior lavezzi, non tanto a dribbling ma quanto piuttosto a tuffi. L’azione comunque si concretizza con l’ingresso in area di jovetic, che subisce un contatto con il piede di Mellberg e si lascia rantolare a terra. Il contatto c’è, rigore dubbio, si può dare come no.
Il secondo episodio invece riguarda un goal annullato a Gilardino, causa fuorigioco. Rivedendolo alla moviola si vede che Marchionni tiene in gioco Gilardino, che quando parte è perfettamente in linea. Sbaglia il guardalinee e il goal era regolare.

Probabilmente per quanto visto in campo, nonostante la maggioranza di occasioni da goal bianconere, il pareggio era il risultato più giusto, ma da questo a gridare allo scandalo, a titolare i giornali con il solito mai dimenticato “Juve non così“, ad inscenare isterici sfoghi di presidenti viziati e smemorati (della valle in questa occasione) la strada dovrebbe essere lunga.
E invece no, per l’occasione, visto che la Juve è tornata di nuovo a fare paura anche nel nuovo corso del calcio pulito, ecco il solito teatrino, e poco importa se anche solo analizzando gli episodi della giornata si possono notare episodi analoghi o ben più gravi: rometta in vantaggio col napoli con mexes che parte da posizione di fuorigioco, due rigori inventati per la lazio che nonostante tutto riesce a perdere 4a1 ed altri episodi come il rigore per l’udinese o la dubbia espulsione di ferrari in genoa – catania. Poco importa che nella precedente partita contro il milan la fiorentina abbia avuto sfavori arbitrali, e che quel milan riceva un rigore a partita, o che gli onestoni ricevano favori costantemente, oltre che in campionato anche in coppa italia (basta vedere le partite con il genoa e la roma).

Scusate, ma adesso il calcio non era pulito?

Calcio pulito?

Fa piacere vedere che non siamo gli unici a pensarla in questo modo riguarda la mediocre stampa e televisione italiana. In un ottimo articolo, il sempre ottimo Antonio La Rosa, ci spiega alcuni dei più evidenti retroscena del ritorno di scandalopoli: C’E’ ANCORA DEL MARCIO NEL CALCIO: LA STAMPA SPORTIVA .
Per invogliarvi alla lettura ne cito uno dei passi salienti:

Il nostro special …one, ha accusato l’arbitro Celi di essere un arbitro privo di coraggio, di avere diretto in modo da aiutare le concorrenti dirette ed in particolare la Juventus, che peraltro avrebbe usufruito di un arbitraggio scandaloso contro la Fiorentina.
Come dargli torto? Celi è stato davvero privo di coraggio, non ha espulso Adriano (che poi avrebbe segnato il gol decisivo), per un pugno proditorio a Gastaldello, non ha concesso un rigore ai doriani per fallo su Pazzini e successivo mani di Cordoba, non ha visto una “cintura” sempre sullo stesso attaccante.


Si riparte

scritto da Stefano il 12 gennaio 2009

Anno nuovo, solito Del Piero.

Punizione magistrale e vittoria contro un ottimo Siena. Portanova, centrale del Siena, ha commentato a fine gara: “Del Piero purtroppo non gioca nel Siena”. Giusto, e aggiungo io, neanche Griselli purtroppo, ma lasciamo stare le polemiche fin troppo facili contro gli onesti organizzatori del torneo tim e passiamo invece all’altro argomento caldo della settimana: la sentenza di primo grado del processo Gea.

La curva mostra gli scudetti numero 28 e 29

Ebbene ragazzi, come tutti saprete, dopo averci triturato le palle per anni con la storia dell’associazione a delinquere, del potere di Luciano Moggi che controllava la maggior parte dei giocatori etc, la tesi dell’associazione a delinquere è caduta come si può evincere dalla sentenza stessa.

Ancora una volta ci chiediamo, ma quella famosa Cupola, Moggi, con chi la faceva se poi alla fine vengono sempre tutti prosciolti? Da solo?
E quali erano questi giocatori fenomenali che facevano parte del team Gea? Maradona, Zico, Zidane?
No no amici miei, il più famoso era Miccoli e direi che non ci sarebbe nient’altro da aggiungere, ma per dovere di cronaca sappiate che Luciano Moggi e suo figlio sono stati condannati per i reati di violenza privata nei confronti di Blasi (che ha testimoniato invece a favore di Moggi),  Amoruso, Budiansky e Zetulayev.

Ora, dopo esservi rialzati da terra, trattenete due minuti le risate e pensate a quante cazzate vi hanno propinato in questi anni di disinformazione sportiva (e non solo). Meditate gente.

Qui altre informazioni per ricostruire un po meglio le vicende legate alla Gea: